Bella l’intervista di Carlo Calenda sul Corriere e pienamente condivisibile il suo contenuto. Ha ragione il leader di Azione a definire “immorale” il bipolarismo italiano e a combatterlo con una lista alternativa (non la definirei centrista). In molti editoriali ho tentato di chiarire come il bipolarismo attuale sia anomalo anche rispetto a quello più recente, ove ad un partito egemone del centro destra di ispirazione liberale si contrapponeva uno schieramento prodiano o veltroniano di stampo riformista. Oggi nel centro destra prevale una destra per quanto rivestita di moderato melonismo ma inquinata dal sovranismo putiniano della Lega di Salvini e con il generale Vannacci in lista d’attesa, mentre lo schieramento opposto è dominato dalla trimurti Schlein, Fratoianni e Conte con Renzi volontario prigioniero in casa d’altri. Nello schieramento di centro destra i liberali, per quanto irrobustiti dalla presenza esigua di Marattin, sono timida minoranza e in quello opposto i riformisti sono o ininfluenti o mal sopportati o addirittura in fuga. Dunque lo spazio di combattimento per una lista alternativa a questo bipolarismo esiste ed è ampio. Potrebbe essere indebolito però da due argomenti. Il primo è quello del voto utile e cioè da una sorta di referendum che potrebbe svolgersi tra la Meloni e il candidato opposto (Schlein o Conte) e che potrebbe indurre l’elettorato, anche il meno convinto, a scegliere il meno peggio. A questo argomento si dovrebbe opporre quello che ho definito del “voto utilissimo” e cioè la scommessa che nessuna delle due coalizioni raggiunga il 42% e si formi dunque in Parlamento un governo riformista e liberale che escluda gli estremi segnando così la fine di questo bipolarismo anomalo. La seconda defaillance possibile del terzo polo o della lista alternativa a questo bipolarismo è costituita dagli ormai inevitabili e perniciosi conflitti interni. Read the full story »
I democratici non hanno vinto. Hanno trionfato nelle elezioni di midterm americane aggiudicandosi la maggioranza assoluta alla Camera, e l’equilibrio pre esistente la rendeva plausibile, ma anche al Senato, e questa istituzione rinnovava solo un terzo dei senatori ed era più complicato aggiudicarsela. L’onda d’urto americana ha avuto un solo obiettivo e cioè quello di colpire il presidente Trump, depotenziando la sua autorità, irridendo ai suoi avvertimenti e alle sue minacce. La prima reazione di Trump é stata ispirata al più ridicolo e beffardo trumpismo. Se ci fosse stato lui sulle schede avrebbe stravinto. Ma l’impegno presidenziale profuso unito alle promesse bizzarre in zona Cesarini (ha tentato perfino di illudere gli americani acquistando il loro voto in cambio di 5mila dollari a persona) sono apparsi espedienti disperati alla vigilia di un vero e proprio tracollo. Il suo cappellino con scritto Veto non lascia però sperare in nulla di buono nel rapporto tra i poteri del presidente e quelli del Congresso. Read the full story »
Sarebbe stato un guasto tecnico di uno degli elicotteri più moderni e di ultima generazione, avvenuto subito dopo il decollo nell’aeroporto di Brcko, in Bosnia, a generare la tragedia. I morti non sono tutti soldati: due persone decedute appartengono al personale della Croce rossa. Il lutto si allarga ad altre istituzioni italiane, che alla missione Eufor offre un contingente e delle funzioni articolate, di terra, aria, di sorveglianza aerea e di intelligence militare. Circa duecento italiani vi sono impegnati in questa missione di pace. Read the full story »
Questo Joussef Siher, italiano di seconda generazione, é in galera con l’accusa di istigazione alla violenza aggravata dalle finalità di terrorismo. Vedremo se i giudici proveranno le accuse. Si tratta di reati molto gravi o solo di opinioni per quanto gravissime ma, in quanto tali, non degne d’essere considerate reato? E soprattutto il fermo é giustificato dall’esistenza di uno dei tre presupposti stabiliti dalla legge, e cioè pericolo di fuga, reiterazione del reato e inquinamento delle prove? L’articolo 414 del Codice penale istituisce l’istigazione a delinquere (chiunque organizzi, sostenga o esalti fatti criminosi, deve essere indagato e punito). La pena prevista é da uno a cinque anni se trattasi di istigazione a commettere delitti e fino a un anno se si tratta di istigazione a commettere contravvenzioni. La pena ë aumentata di un anno se l’istigazione o l’apologia riguarda delitti di terrorismo o crimini contro l’umanità. Siher ha fondato il sito del 18 ottobre dopo gli incidenti di Milano che si erano svolti il giorno prima anche se da Istagram ha annunciato volontà insurrezionali e violente. Ma questo non é il punto, perché da duecento anni in Italia ormai si é invocato il rito di una rivoluzione violenta e più o meno tutti i giovani della cosiddetta sinistra extra parlamentare degli anni settanta avrebbero dovuto essere inquisiti e arrestati per questo. Mi pare più grave il commento sulla strage del 7 ottobre, definito “atto di de colonizzazione”. Cioè evento rivoluzionario positivo. Si tratta di una strage criminosa e terroristica che é costata la vita a 1200 israeliani, tra cui molti bambini, sgozzati in casa. Apologia di reato e per di più di stampo terroristico. Read the full story »
E’ andata bene. Benino, insomma. Nessun negozio saccheggiato a Milano. Piazza del duomo blindata. I millequattrocento militari oltre ai poliziotti hanno garantito l’ordine. Scaramucce varie si sono verificate a Torino e, più gravi perché hanno determinato feriti tra le forze dell’ordine, a Bologna. Tutto sommato un sabato normale o quasi. Certo, le autorità hanno avuto da fare nelle ore precedenti il supposto D-Day. La strategia del Viminale ha consentito, dopo le oltre cento perquisizioni di venerdì e le oltre 150 di sabato mattina, il ritrovamento di indumenti per il travisamento ma anche oggetti d’offesa, insieme con l’identificazione del creatore della pagine social del movimento “14 ottobre”, Ussef Shier, trentenne italiano di seconda generazione di origini marocchine e residente in provincia di Brescia. Costui, come aveva annunciato sulle piattaforme social con un seguito di migliaia di persone, avrebbe dovuto indicare le nuove piazze per le proteste dei ragazzi in otto città. Read the full story »
Circolano già a Milano, ma pare anche in molte città italiane, gli appuntamenti su Internet. Ci troviamo sabato. Alcuni hanno chiesto per fare cosa. Hanno risposto: per la rivolta. Meno male che non parlano, come molti di noi un tempo, di rivoluzione. Anche perché cosa vogliano costruire questi ragazzi non lo sanno neanche loro. Ci sono infatti organizzazioni di estrema sinistra e di estrema destra, quel Movimento 17 ottobre, dai contorni alquanto confusi, extracomunitari e anti extracomunitari, chi inneggia a Marx e Gramsci e chi al fascismo, chi sventola bandiere palestinesi e chi bandiere con falce e martello. E ci sono frammenti di una generazione disturbata, con problemi reali, dalla scuola alla casa, che però saltano fuori meno dei vestiti Harmony fregati nelle boutiques d’alta moda. Read the full story »
Ci sarebbero ragioni da vendere per una generazione di giovani a cui é stato parzialmente sottratto il futuro. Non da un governo, non da un premier, e nemmeno, a mio giudizio, da una destra o da una sinistra, ma da una serie di orientamenti di carattere internazionale ispirati alla globalizzazione e alla mondializzazione senza regole che hanno indebolito i paesi occidentali e da una corrispondente pratica politica dei governi che ha finito per penalizzare i giovani privilegiando gli interessi di altre generazioni. Pensiamo, in Italia, alle manovre per addolcire la fuoriuscita dal lavoro (l’attenuazione del cosiddetto scalone voluta da Prodi é costata 10 miliardi). Perché non tenere lo scalone e investire nella scuola sulla formazione degli insegnanti che non sanno insegnare e sull’edilizia? Read the full story »